Qi Gong

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Spiegazione

Il Qi Gong – Chi Kung, il cui significato è “lavoro per aumentare l’energia vitale“, è parte indissolubile del patrimonio culturale della Cina. È un’arte la cui pratica migliora la salute e rinforza il corpo armonizzando tre fattori: il respiro, la postura fisica e il pensiero. Nato più di 4000 anni fa come metodo d’uso popolare per curare, successivamente fu assimilato dalle dottrine taoiste e buddiste che lo interpretarono secondo i loro principi, e da popolare divenne disciplina occulta, riservata a pochi iniziati e quindi insegnata a poche persone. Questa situazione si mantenne sino a non molti anni fa, quando iniziò una forte espansione sia in Cina sia nel resto del mondo.


Molte sono le scuole di Qi Gong – Chi Kung, d’ispirazione sia buddista sia taoista e le differenze principali tra le due tendenze riguardano la circolazione e lo scambio dell’energia. Per il Qi Gong – Chi Kung taoista il corpo umano è un universo (microcosmo) inserito in un altro universo (macrocosmo), e per questo l’energia è fatta circolare all’interno del corpo attraverso canali preferenziali di scaricamento in modo da accrescerla e trasformarla (trasformazione alchemica) per conseguire l’immortalità. Il Qi Gong – Chi Kung buddista rileva l’importanza della liberazione dalla sofferenza per mezzo dello sviluppo della consapevolezza: i suoi metodi sono prevalentemente statici (meditazione da fermi). L’accrescimento del Chi non è visto come l’obiettivo principale. 

Per quanto riguarda l’aspetto esteriore degli esercizi Qi Gong – Chi Kung, così come si presentano all’osservatore esterno, si offrono tecniche di riposo dove l’attività si svolge all’interno del corpo mentre il corpo rimane fermo oppure in movimento, e il movimento aiuta l’energia a circolare. Il Tai Chi Chuan può essere considerato un metodo di Nei Tan Chi Kung in grado di generare l’energia a partire dal tan tian, un punto nel ventre situato a circa tre centimetri dall’ombelico. Il Qi Gong – Chi Kung è utilizzato non solo a scopo terapeutico dalla medicina tradizionale cinese, per i suoi benefici effetti, ma anche dalle arti marziali per favorire e rinforzare la circolazione sviluppando e praticando diversi metodi. Secondo lo scopo delle tecniche, si possono distinguere tecniche dure, che come obiettivo principale hanno l’aumento della propria forza e capacità difensiva, e tecniche morbide, che servono a incrementare lo stato di salute e aiutano a curare alcune malattie.

La pratica dei cinque animali di Hua Tuo è alla base del gong fu tradizionale cinese, è presente in varie scuole di Xing Yi Quan, più o meno modificata dalle varie scuole, sia nel tipo di animale che nel numero (5-10-12).

Il Qi gong

Ogni mattina, milioni di cinesi di ogni età si preparano alla giornata facendo esercizio all’aperto. Non è ginnastica: sono movimenti lenti e sapienti. In piedi, concentrati e respirando con calma, sembrano alberi che ondeggiano a un vento lieve; fanno movimenti circolari e dolci, quasi una danza. È il tai chi chuan (si dovrebbe scrivere più correttamente Taijiquan), ormai ben noto e praticato anche in Occidente. È un’arte marziale nata attorno al 1600, che si distingue per lo sviluppo della forza interna anziché quella muscolare, questo la rende anche una disciplina atta per mantenersi in salute in modo semplice ed efficace. Questo grazie a una pratica ancora più antica che è parte integrante del training: il Qi Gong. Significa “lavoro (gong) sull’energia vitale” (qi, si pronuncia ci con la c dolce). Il Tai Chi ne è solo la versione più diffusa; ovvero, chi pratica il tai chi sta facendo “lavoro sull’energia” a un livello accessibile a tutti. Ma il qi gong è solo apparentemente più semplice del tai chi, che prevede movimenti precisi. Il qi gong è la radice e il tronco delle discipline cinesi dell’energia: per esempio, si tratta di stare immobili in piedi imitando un albero; oppure, sempre fermi in piedi, tenere le braccia allargate e immaginare di tenere una palla; o semplicemente camminare lentamente sincronizzando passi e respirazione. Basta provare per rendersene conto. Non siamo abituati: dopo pochi minuti, il corpo si ribella, si sentono dolori, ci si distrae, si pensa: “ma che senso ha quello che sto facendo, a che cosa serve …”, e così via. In cinese si chiama Wu Wei il “non-agire”, ovvero l’arte di essere in armonia con la propria natura interiore, spontanei e senza forzature. L’inazione ci sembra una colpa. Al contrario: restare immobili come un albero fa aumentare la nostra energia e ci fa essere più sereni, forti, sani ed efficienti, ricarica le nostre pile esaurite dallo stress.

 

I tre tesori del corpo

Il qi gong ha l’obiettivo di accumulare, muovere e utilizzare l’energia vitale, il qi, che per i cinesi pervade l’intero universo compresi gli esseri viventi. Nel corpo umano scorre nei canali chiamati meridiani (gli stessi su cui interviene l’agopuntura) e si concentra in punti particolari. Il segreto della salute è appunto conoscere, muovere e utilizzare il qi, vivendo in modo equilibrato e naturale: respirare in modo armonico, usare bene la mente e l’immaginazione, mangiare cibi sani e seguire regole di igiene. Nella tradizione taoista, per essere sani e avere una lunga vita serena bisogna coltivare jing, l’essenza della vita, qi, l’energia vitale, e shen, lo spirito, i tre tesori del corpo umano. Praticando il qi gong, si allentano le tensioni muscolari, si abbassa la pressione sanguigna, migliora la circolazione dei fluidi corporei (sangue e linfa), aumenta la consapevolezza del proprio corpo.

 

Storia

Il termine Qi Gong è stato coniato solo di recente, attorno al 1600, per dare un nome comune alle tante discipline per il controllo dell’energia vitale che vengono praticate da millenni in Cina, comprese le arti marziali. Molte pratiche rimanevano segrete, trasmesse solo direttamente da maestro ad allievo, come quelle per diventare incredibilmente longevi e, secondo le leggende, immortali. Altre pratiche, mediche e salutari, erano descritte nei libri e usate anche dal popolo. Anche per i suoi aspetti esoterici, il qi gong fu considerato una superstizione dalla rivoluzione di Mao e pressoché vietato. Ma continuò a essere praticato, e negli ultimi decenni è stato riscoperto. L’origine è antichissima. Come nello Yoga indiano, gli antichi maestri di meditazione imitavano i movimenti degli animali, l’immobilità di alberi e pietre, i fenomeni naturali. Poi piano piano queste pratiche si diffusero e diventarono delle vere e proprie discipline. E si intrecciarono con le principali correnti culturali e spirituali della Cina: la taoista, la confuciana e la buddista. Il taoismo è l’antica via dell’armonia con la natura, espressa in parole nel libro oracolare dell’I-Ching, il “Libro dei mutamenti”, e nel libro Tao Te Ching del filosofo Lao-Tzu: per vivere bene bisogna essere liberi e fluidi, e in sintonia con i cicli naturali. Concetti espressi dal simbolo noto del cerchio Taiji: il circolo suddiviso a metà, bianco-nero, in cui però all’interno del bianco è rappresentato un punto nero, e viceversa. Quelle coppie di opposti sono chiamati Yin e Yang ed esprimono la complementarietà di giorno e notte, buio e luce, maschile e femminile, movimento e quiete. Per il taoismo, è fondamentale trovare l’armonia fra questi opposti, che sono tali solo in apparenza. Il qi gong taoista, proprio per questo, è la versione più antica, semplice e profonda, e si occupa prima di tutto del corpo, della salute e dell’energia vitale. Quello buddista mira più all’evoluzione spirituale; quello confuciano mira all’armonia sociale e alle virtù etiche.

 

Il qi gong terapeutico

Nella medicina tradizionale cinese il qi gong è una delle principali tecniche per mantenersi in salute e prevenire le malattie. E per guarire. Perché questo lavoro profondo porta a un riequilibrio di tutti gli aspetti della nostra salute, e rimette in armonia corpo, mente e spirito.
Anche in Occidente ormai lo si utilizza negli ospedali e a scopo medico. Con risultati positivi. Il qi gong si è rivelato utile come cura complementare da affiancare alle terapie ufficiali, soprattutto nella riabilitazione dopo interventi chirurgici e come prezioso strumento per la salute degli anziani. Secondo molti studi scientifici fatti soprattutto in centri universitari negli Stati Uniti d’America, il qi gong è una efficace tecnica antistress e un mezzo per aumentare equilibrio e stabilità negli anziani e ridurre le cadute, e per ridurre i dolori (per esempio quelli da contratture muscolari); ed rinforza le risposte del sistema immunitario, che ci difende da stress e malattie. Per esempio, è utile nella prevenzione delle malattie da cause esterne (come freddo o calore ma anche da infezione). Le pratiche di qi gong vengono prescritte dai medici dopo una diagnosi. Naturalmente, il qi gong serve per curare le malattie secondo l’interpretazione e le definizioni che ne dà la medicina tradizionale cinese, ovvero come disarmonie energetiche che possono dare luogo a vere e proprie malattie fisiche. Come la medicina cinese nel suo insieme, teoricamente il qi gong va bene per ogni disturbo. Ma occorre che il medico – esperto di medicina tradizionale cinese – faccia una diagnosi energetica per scegliere gli esercizi più adeguati per ristabilire l’equilibrio. È importante fare anche una diagnosi secondo la medicina occidentale, perché non tutte le malattie trovano risposta nella medicina cinese. In genere il medico consiglia esercizi specifici di qi gong insieme ad altre tecniche (agopuntura, dieta, farmaci).

 

Gli esercizi e la pratica 

Gli esercizi del qi gong sono svariatissimi: si possono fare sdraiati, seduti, in piedi o camminando. Alcuni sono esercizi mentali per addestrarsi alla concentrazione e abituarsi a essere attenti alla respirazione e ai movimenti del corpo. Gli esercizi di base insegnati ai principianti comunque sono pochi e si svolgono da fermi in piedi. Presa dimestichezza si può praticarli in sequenza e dunque aggiungendovi il movimento, sempre molto lento. Sono quelli “dell’albero” (si immagina di essere un albero), della “palla” (si tiene una grande palla fra le braccia), del “ventre” (si sostiene il ventre immaginandolo molto più ampio di com’è in realtà), del “torrente” (si immagina di tenere ferme due palle nell’acqua che scorre).
Prima di praticarli si fa un riscaldamento per sciogliere le tensioni e si cerca di concentrarsi sulla respirazione e di portarla al centro d’energia chiamato dantian, poco sotto l’ombelico: è il centro dell’organismo, il punto da cui prendevamo energia quando eravamo nell’utero materno, e l’esercizio serve proprio a ritrovare quello stato sereno e armonico. Gli altri centri d’energia sono al cuore e nella testa. I tre punti rappresentano i tre piani di esistenza dell’essere umano: il dantian corrisponde al corpo, il punto del cuore al respiro e all’energia, il punto della testa allo spirito. Stare quasi immobili e attenti alla respirazione non è facile come sembra. Quando si inizia difficilmente si riesce a mantenere queste posizioni al lungo: cinque minuti a posizione sono già tanto. Nel tempo si può arrivare a praticare per ore. Chi li utilizza per curarsi deve praticarli a lungo, altrimenti sono inefficaci. Quando ci si è impratichiti si possono fare anche esercizi specifici per migliorare lo stato di singoli organi del corpo.
Facili e veloci da apprendere, questi esercizi richiedono però molta costanza per essere efficaci. Bisogna farli senza l’ansia di arrivare subito a risultati tangibili: come l’albero da cui prendono ispirazione, il qi ha bisogno di tempo per crescere. Le parole chiave sono rilassamento, quiete, comodità. Apprese le tecniche e dopo anni di pratica, la maestria nell’uso del qi è diventata una seconda natura: i maestri del qi gong sanno utilizzare il qi in modi stupefacenti, anche a distanza su altre persone.

Qi Gong e la Quiete


Quiete e movimento sono i segni dello Yin e dello Yang: “La quiete è ciò che si intende per Yin, il movimento è ciò che si intende per Yang” 

(Suwen, opera fondamentale della letteratura medica cinese, cap. 7).

La pratica del Chi Kung richiede principi e metodo. Il movimento ha le sue leggi, la quiete i suoi requisiti. Questo è ciò che si chiama “lunga vita”: movimento e quiete secondo il Tao. 
Il Chi Kung in quiete richiede al praticante di mantenere il corpo nello spazio senza una qualsiasi forma di movimento, cioè in una relativa immobilità fisica. 
Ma se si guarda l’esercizio dal punto di vista del Chi, allora c’è movimento: all’interno del corpo il Chi si muove più del solito, e il suo movimento si trasforma in modo ordinato allo scopo di equilibrare e fondere Yin e Yang, regolarizzare e armonizzare il Chi e il sangue, sbloccare e mettere in comunicazione i meridiani, mantenere il corpo forte e in salute prolungando la vita. 

L’uomo è nel Chi, il Chi è nell’uomo. Se il Chi si accumula, si nasce. Se il Chi si disperde, si muore. 
Esistono vari tipi di Chi, e se si desidera praticare il Chi Kung è bene anzitutto aver chiari alcuni principi essenziali, quindi studiare la tecnica dell’esercizio e infine comprendere i rapporti fra principi teorici e tecnica pratica. 
“Il principio è il criterio della tecnica, e la tecnica è la misura del principio; se i principi non sono corretti, la tecnica non è giusta; se la tecnica non funziona, i principi non sono chiari”. 
La tecnica deve uniformarsi ai principi. 

Il Chi Kung richiede un atteggiamento mentale di morbidezza e cedevolezza. La vita è nelle nostre mani, e tutto sta nel nostro modo di agire. 
L’uomo nasce e vive nel Chi. Al Chi si devono la nascita, la crescita, il deperimento e la morte. Se si spreca il proprio Chi, si muore prematuramente; se lo si usa bene, si vive a lungo. Se ci si lascia travolgere dalle emozioni, il Chi diventa caotico. 
L’uomo forma una triade con il cielo e la terra, e su di lui influiscono il sole e la luna. 
L’ambiente ha un’influenza reale sulla salute dell’uomo. Praticate Chi Kung in un ambiente tranquillo e pulito. 

La norma del Tao è la spontaneità. L’essere umano deve sentirsi tutt’uno con la natura. L’equilibrio di Yin e Yang nella natura è il requisito fondamentale della nascita e del preservarsi in vita di tutte le creature. Quando si perde questo equilibrio nasce la malattia. 
Nell’esercizio di Chi Kung bisogna sempre ricercare il centro, mantenere mente e corpo in armonia, riportare l’organismo da una condizione sbilanciata a un nuovo equilibrio. Attualmente il Chi Kung viene presentato in svariati modi, con metodi e scuole diversi, mille forme e cento condizioni. Questo confonde e disorienta chi si avvicina alla pratica, e rende difficile il percorso da intraprendere. 

Ancora una volta, ci vengono in aiuto gli antichi insegnamenti: “Il grande Tao è estremamente semplice, è estremamente facile”. Significa che tutti i grandi metodi di Chi Kung centrati sull’adesione alle leggi naturali e sulla spontaneità sono i più facili, mentre i metodi confusi o con aloni di “mistero” spesso servono solo a disorientare. 
Nel Chi Kung, raggiungere dei risultati non è merito di questa o quella tecnica, ma frutto di una pratica costante. Avendo chiari i principi, chiunque si eserciti con impegno e costanza otterrà un miglioramento della propria vita.

Qi Kung Ideogramma

Qi Gong e le posizioni della Quiete

Le posizioni sedute, fondamentali sono tre, quella libera, quella eretta e quella a gambe incrociate nelle sue varianti:

    • posizione seduta libera: si sta seduti comodi su una sedia o una panca, le gambe sono divaricate alla stessa larghezza delle spalle, i due piedi sono ben appoggiati a terra i palmi delle mani possono essere appoggiati sulle coscie, oppure una sull’altro davanti all’ombelico, cercando di rimanere naturali e rilassati;
    • posizione eretta: si sta seduti su una sedia, con la schiena ben dritta, le anche sulla stessa linea delle spalle in linea con le ginocchi e i piedi appoggiati a terra;
    • posizione a gambe incrociate: la classica posizione del loto con il piede destro appoggiato sulla coscia sinistra e il piede sinistro sulla coscia destra, le due mani sono appoggiate sulla parte anteriore delle ginocchia, testa collo e parte superiore del corpo sono erette in maniera confortevole; posizione libera la gamba sinistra è piegata con il piede appoggiato su quella destra che resta distesa in avanti, le due mani sono raccolte insieme davanti all’ombelico o appoggiate sulle ginocchia.

 

Il principio base delle posizioni da seduto è quello della comodità e della naturalezza, per questo è bene aver abiti comodi che non stringano la vita, la bocca è leggermente serrata, la lingua appoggiata sul palato, la testa eretta, la schiena dritta, rilassati ma non “sbragati” non rigidi, le spalle sprofondano, i gomiti verso il basso e le ascelle vuote, gli occhi socchiusi e lo sguardo rivolto all’interno.
La respirazione naturale, non utilizzando perciò nessuna tecnica atta a rendere volontaria una azione involontaria, perciò nessun controllo e regolazione della respirazione toracica o addominale ma bensì una respirazione che si effettua in uno stato di quiete profonda, con la bocca delicatamente chiusa e usando il naso, non pensando assolutamente alla respirazione, pervenendo così a un respiro spontaneo e naturale cercando l’oblio della respirazione.
Concentrazione sul tan tien inferiore, si porta l’attenzione al tan tien, con la vista interiore e il movimento di espirazione si porta il chi dal tan tien al punto hui yin; con l’inspirazione lo si porta dal punto hui yin al tan tien centrale.

Una volta che l’attenzione è arrivata al mingmen, lo si mantiene come fulcro della concentrazione, operando dei movimenti di chi in alto e in basso non superando grosse distanze, infine si porta l’attenzione sul punto hui yin causando dei movimenti spontanei di contrazione e rilassamento, formare dei percorsi circolari che passino da prima dal tan tien, poi a mingmen e al punto hui yin e cosi via formando una piccola sfera. Dirigendo la luce dello sguardo interiore con l’immaginazione cosciente si compiono degli avvolgimenti concentrandosi sul tan tien da prima dall’interno verso l’esterno con una rotazione a spirale un certo numero di volte da sinistra verso destra e poi dall’esterno all’interno da destra verso sinistra.

Infine il pensiero e il chi rimangono entrambi concentrati sul tan tien, si immagina di risucchiare il pensiero fino a mingmen, quando il chi è arrivato al punto mingmen (dove arriva il pensiero arriva il chi-Yi tao Chi tao-) il ventre naturalmente si ritrae verso l’interno, sucessivamente si porta l’attenzione sul davanti del basso addome, il ventre, spontaneamente si rilassa e lo yuanchi (chi primordiale) confluisce nel punto chihai (oceano infinito d’energia).
Al termine strofinarsi le mani come si volesse lavarle poi passarle sul viso.

Importante è una quiete rilassata e naturale, il rilassamento o assenza di tensione allontanando le condizioni di tensioni sbarazzandosi di tutto lo stress accumulato nello studio nel lavoro nella vita quotidiana, una tensione interna può impedire il corretto fluire del chi e del sangue all’interno del corpo, per far ciò non bisogna esagerare l’utilizzo dell’intenzione cosciente altrimenti si crea un altro tipo di contrazione. Cercare di aver pensieri positivi, una condizione d’animo piacevole, uno spirito allegro felice e ottimista, cosi diventa facile entrare in uno stato di quiete, se il cuore non è in pace il chi non si armonizza, cercare la spontaneità e la naturalezza seguendo la natura.

Il Gong Fu e la pratica dei Cinque Animali

La pratica dei cinque animali di Hua Tuo è alla base del gong fu tradizionale cinese, è presente in varie scuole di Xing Yi Quan, più o meno modificata dalle varie scuole, sia nel tipo di animale che nel numero (5-10-12).

Il maestro Wang Xiang Zhai ne fa menzione nei propri scritti e la dà per irrimediabilmente persa nel tempo, come avvenuto altri metodi di esercizio, nel momento in cui prevalse l’interesse per la forma Xin, anziché sul contenuto Yi.

Dopo Wang Xian Zhai i suoi numerosi allievi hanno apportato diverse modifiche al percorso didattico e la pratica dei cinque animali è pressoché scomparsa o comunque non appare nelle scuole attuali.

Li Xiao Ming è stato allievo “in casa” di Yao Zong Xun, che apportò alcune modifiche proseguite poi dal figlio Yao Cheng Guang.

Per un approfondimento sul tema si indica la lettura dei seguenti testi.
Sun Lu Tang: Xing Yi Quan – Luni editrice.
Wang Xian Zhai: Yi Quan – Luni editrice.

Questi due testi oltre a fornire elementi storici utili a dare un quadro di quello che è stato lo sviluppo del gong fu tradizionale, danno anche ottime indicazioni per la pratica e sono una guida indispensabile, che permette di dedicare maggior tempo alla pratica, con una maggior consapevolezza del perché e del come si fanno determinati esercizi.

I cinque pugni dello Xing Yi, unitamente ai 5 animali sono strettamente legate e interagenti agli altri esercizi di sviluppo della forza interna e sono il tramite che ha dato origine alle varie sequenze, dette Lu o forme, delle innumerevoli scuole di matrice taoista.

Questo percorso può quindi essere adattato a qualsiasi scuola o stile di arte marziale, andando a riempire di contenuto le varie forme, senza modificarne la parte esteriore, rendendola anzi più armonica e piacevole.