Le mani ci insegnano a non essere egoisti, il naso ci insegna ad imparare da ciò che ci stà intorno, gli occhi ci insegnano a mostrare compassione e sincerità, le orecchie ci insegnano a mantenerci in equilibrio. Qualsiasi parte di noi dà e riceve, tutto funziona in base al principio di reciprocità, cerchiamo di vivere in armonia con l’intrinseca nobiltà della nostra natura.

I nostri sensi, oltre a raccogliere determinate informazioni, sono preziosi canali d’espressione che veicolano la nostra interiorità;  interiorità che nel silenzio e nella introspezione viene rivelata, lasciando intravvedere la nostra vera natura. Individuando le mete e i parametri in ogni ambito della nostra esistenza, possiamo definire lo scopo di ciò che facciamo, delineato il quale, perseverare sarà più semplice. Questo comporta una costante pratica e una ricerca costante, con una disciplina che in questo periodo di forzata permanenza a casa più facilmente risalta, dato il tempo che ognuno di noi ha a disposizione per ritrovarsi.   Ciò che ci accomuna è la pratica, la pratica personale, che pur lontani, ognuno a casa propria, possiamo esercitare e ci unisce in una comune ricerca evolutiva che ci rende fratelli e sorelle.

Il mio personale augurio, che sgorga dal cuore, partecipato dal comitato tecnico della scuola e rivolto a tutti noi praticanti, ai famigliari, a tutti i cari parenti e amici, è di poter far tesoro della pur difficile esperienza che la vita ci stà proponendo, come momento di crescita condivisa. Nell’attesa di ritrovarci e di praticare nuovamente insieme, nel brillare del sole, Buona S. Pasqua.  

Mario Antoldi
Ecco la seconda parte sulla storia del Tai Chi (stile Cheng) scritto dal nostro “jedi” Gianluca Ballarin per la rivista New Martial Hero Magazine.

Storia del Taichi (2^parte)