Descrizione Progetto

Il significato di essere un maestro

Il termine Shifu: significato

Persona che in virtù delle cognizioni e delle esperienze acquisite risulta all’altezza di contribuire in tutto o in parte all’altrui preparazione e formazione, in alcuni casi con riferimento a una singolare abilità, competenza e originalità.

La parola maestro (Shifu) in cinese nel ambito delle arti marziali  tradizionali, viene tradotto in Padre e il suo uso ne indica come il rapporto tra maestro e allievo sia simile al rapporto tra padre e figlio.

Come un buon padre anche il maestro cerca il  continuo miglioramento di se stesso, per una migliore educazione del figlio, cosi il maestro di arti marziali  assumendosi la responsabilità nei confronti della crescita dell’allievo, abbandona l’idea di diventare la copia del proprio maestro, sapendo che i meriti dello studente saranno solo suoi, evitando che diventi una sua emanazione.

Cosa significa insegnare

Insegnare tutto quello che si conosce è difficile, così per  l’allievo che impari tutto quello che gli viene insegnato; sarà l’allievo a far la differenza, un detto dice: “… per capire il livello del maestro bisogna guardare i suoi allievi…”.

Il maestro  conosce in modo approfondito la propria materia ed è in grado di spiegarla in maniera semplice; una conoscenza approssimativa è sufficiente solo per un praticante.

Cosa significa per me insegnare Taiji

Personalmente nell’insegnamento adottò modalità e strategie consone a ogni allievo, indirizzando le loro potenzialità, in modo da fare emergere in loro  dei cambiamenti che, portino ad un intimo desiderio di “ritorno a casa”, cioè all’essenza del proprio essere.

tao yang lin shen maestro insegnamento

Yang LinSheng con il suo maestro Guo Pei Yun

Approfondisco la mia conoscenza, con la ricerca e la pratica personale, mi dedico agli studenti con amorevole attenzione, faccio  in modo che l’apprendimento fluisca serenamente, rendendo la lezione uno spazio/temporale nel quale tentare, sperimentare e che si trasformarsi in una esperienza, unica e irripetibile. 

Sperimentando noi agiamo, l’esperienza come tentativo di cambiamento, consciamente connesso con l’ondata di ritorno.

Imparare dall’esperienza significa creare una connessione fra quello che facciamo e quello che ne consegue; così, in queste condizioni il fare diventa un tentare.

Sperimentare  per formarci un’idea, scoprire il nesso fra le cose, che diventa istruzione.

L’esperienza vissuta conduce a percepire connessioni, che generano emozioni, che si fissano nella memoria cellulare del corpo/mente ,  diventando una esperienza significativa prende il valore di conoscenza.

E’ nell’esperienza che una teoria può avere un significato vitale e verificabile. Un’esperienza è capace di contenere qualsiasi quantità di teoria  (contenuto intellettuale), una teoria difficilmente può essere afferrata all’infuori dell’esperienza . 

Attraverso i sensi l’informazione è guidata dal mondo esterno fino alla mente; di essi si parla come di porte o vie per la conoscenza, per dopo agire come condotti destinati a portare la conoscenza di nuovo fuori dalla mente, per tradurla in azione.

Chiari dentro di me sono i principi che sostengono l’arte, gli obbiettivi e il percorso fatto, sono quello che sono, ora, conseguenza del mio vissuto in un continuo divenire, trasformo ogni incontro in esperienze da vivere totalmente, in una opportunità di apprendimento empatico.

In base alla tipologia delle persone a ciò che accade, a quello che emerge, modifico e cambio le indicazioni senza uno schema prefissato.

Si tratta di un insegnamento istintivo, che nasce dalla mia percezione, niente a che vedere con un insegnamento accademico, dove si aggiunge del nuovo di volta in volta, come per costruire una scala, un gradino alla volta, questa modalità è molto rassicurante, per l’allievo, salendo supera le difficoltà data dalla diversità del  “gradino”, riconoscendo la progressione .

L’insegnamento come un puzzle

La modalità di insegnamento che per me naturale e rispecchia ciò che sono, è paragonabile alla composizione di un puzzle, ad ogni lezione descrivo e attuo tutto quello di cui sono capace per far comprendere un aspetto, una tecnica, un movimento, come fosse una tessera di un puzzle, dopo diverse lezioni/esperienze, sono state raccolte molte tessere del puzzle che dovranno essere collocate in maniera corretta se si vuole ottenere l’intera immagine rappresentata dal puzzle.

Per formare l’immagine lo studente deve comporre l’intero puzzle, comprendere la relazione tra i vari tasselli e collocarli nella corretta posizione (apprende gli insegnamenti), se la collocazione delle tessere è sbagliata, resta con singole tessere, una diversa dall’altra e il puzzle è incompleto, come lo sarà l’apprendimento.

Questa modalità richiede dedizione da parte dell’allievo e fiducia nei confronti del maestro, da parte mia onestà verso la trasmissione dell’arte, e rispetto nei confronti degli allievi e dei loro tempi di apprendimento.

Il mio aiuto all’apprendimento

Il mio compito è quello di essere sincero e indicare una modalità, che vada oltre il semplice esercizio ginnico, che comporti una progressiva apertura verso la conoscenza, una opportunità per una realizzazione consapevole, una sopravvivenza spirituale, il che significa da parte mia, attraverso l’esempio trovare nuovi modelli che incarnino i valori che ci sono stati affidati.

Calma interiore, uno stato di vuoto, di dimenticanza di sé, in completo ascolto per una trasmissione a livello vibrazionale sottile e inesplicabile, elementi necessari per l’apprendimento.

I risultati si ottengono con l’impegno il sacrificio e l’umiltà, senza aspettative.

Mario Antoldi