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    La trasformazione della forza nel Tai Chi

    Sentire trasformare e cambiare la Forza nella pratica del Taiji Quan attraverso il movimento per scoprire e realizzare l’unità dell’organismo umano composto dal corpo fisico, dall’energia vitale e dalle capacità mentali.
    Il Taiji Quan è una tecnica corporea che coinvolge completamente, il cui centro del lavoro è rivolto all’interno  coinvolgendo i vari aspetti mentali spirituali energetici e meditativi della persona che lo pratica.
    Tra le varie definizioni del Taiji Quan è quella del  Dong Gong  cioè metodo incentrato sul lavoro in movimento, che mantiene pratiche statiche complementari, funzionali ai fini che si propone.
    L’energia nelle sue varie manifestazioni non essendo una materia rigida ed essendo presente in tutto ciò che è vivo la si trova sia nel Kung Fu (abilità nel tempo) che nel Qi Gong (lavoro con l’energia) che a sua volta si suddivide in lavoro maniera statica (Jing Gong) o in maniera dinamica (Dong Gong).
    Perno del lavoro nel Taiji Quan è lo sviluppo del Jing (forza) attraverso questo lavoro interagiscono i tre elementi fondamentali dell’alchimia taoista, il corpo la mente e il respiro, che se regolati e armonizzati consentono la trasformazione dell’individuo.
    Per Jing si intende la Forza Unificata (He Li) diversa dalla forza singola ( Dan Li) cioè la forza di singoli muscoli. Nel Taiji Quan c’è un intervento della mente sul corpo, che agisce sul sistema nervoso volontario facendo muovere settorialmente i singoli muscoli, generando dei movimenti la cui caratteristica è la precisione. Come conseguenza, i movimenti coretti e coordinati muovono l’energia (Qi) all’interno del corpo, generando a sua volta la forza.
    Il controllo esterno del movimento è rappresentato da Wai San Dao (Wai=esterno, San=tre, Dao=arrivare) e si dice Jiao Dao, Shen Dao, Shou Dao cioè il piede arriva, il corpo arriva, la mano arriva assieme. Una spiegazione plausibile  è che le nove articolazioni devono essere coordinate, muovendosi e arrivando assieme al momento dell’espressione della forza.
    Le nove articolazioni principali a cui fa riferimento la tradizione marziale interna sono: collo, spina dorsale, vita; anca/spalla, ginocchio/gomito, caviglia/polso. Quest’ultime chiamate anche le tre armonie esterne.
    Nel lavoro interno statico Jing Gong il primo passo è Xin Jing (silenzio di cuore/mente) che tradizionalmente si realizza attraverso l’esercizio del respiro, il silenzio della mente, rilassamento del corpo, concentrando l’intenzione che bilancia e controlla il respiro.
    Yang Zhen Duo figlio del maestro Yang Cheng Fu e maestro di Liu Chun Yan, (mia maestra di riferimento per il Taiji Quan di stile Yang) afferma: “..se la mente è calma l’energia si armonizza, nel momento in cui si è davvero calmi l’energia sprofonda naturalmente nel ventre. Quando la mente e il cuore sono tranquilli l’energia scorre facilmente.” Col tempo raggiungendo il silenzio di cuore/mente Xin Ging l’energia (Qi) si accumulerà naturalmente nel Dan Tien (centro situato nel basso ventre), attraverso esercizi complementari alla pratica del Taiji Quan quali la meditazione seduta (Da Zuo) , la sensibilizzazione del Dan Tien e gli esercizi del Palo Eretto (Zhan Zhuang) contribuiscono allo scopo di ricercare il silenzio interiore.
    Diverse sono le posture statiche in piedi da fermi ma esercitando il Zhan Zhuang nella posizione a cavallo (Ma Bu) oltre a esercitare e accrescere le qualità del movimento, permette di rilassare completamente il corpo, rinforzando le gambe.
    Fondamentale è fissare la transizione tra un movimento e l’altro cioè tra una postura e la fase espressiva o “punto d’arrivo”, bilanciando la pratica tra i movimenti continui, con l’esercizio statico nelle varie posture di base dello Zhan Zhuang conquistando successivamente la fluidità in modo che ogni singolo movimento prepari il successivo. A tal punto la struttura dinamica attraverso il controllo esterno induce un corretto scorrimento energetico interno la cui pienezza diventa forza unificata visibile all’occhio di un osservatore. Il maestro Yang Lin Sheng continuamente dice “ né floscio né contratto, tutto assieme forte tutto pieno” e poi aggiunge “sentire la Forza, cambiarla trasformarla ricercare la Forza elastica” in modo naturale e rilassato questi sono gli intenti che un praticante di Taiji Quan ricerca, buona pratica.
    Mario Antoldi

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