
Per raggiungere risultati "meravigliosi" nelle arti marziali, si deve prima cambiare la propria forza attraverso le posizioni statiche di zhanzhuang creando così il fondamento e il punto di partenza irrinunciabile.
Il significato é di cambiare debole in forte e indefinito in preciso.
Il processo d’apprendimento della Via (Tao) é un camino simile allo studio dello Zen in cui s’inizia con disciplina religiosa (rigorosa), quindi ci si evolve nella tranquillità attenta e nella visione interna, poi si scorge la sorgente dello spirito e percepisce il vuoto fino a raggiungere il più alto conseguimento. Quello che é lo Zen così sono le arti marziali. All’inizio i metodi di zhan zhuang sono piuttosto numerosi per esempio xianglongzhuang, fuhuzhuang, ziwuzhuang, sancaizhuang Successivamente ci si libera del superfluo e ci si muove verso la semplicità: prendendo i punti forti d’ogni posizione, combinandoli insieme e chiamandoli hunyuanzhuang. La posizione é adatta allo sviluppo della forza, utile per il combattimento reale, contiene l’essenza del colpire e del difendersi, é collegata allo studio del Qi Anche dopo pochi giorni di pratica i risultati possono iniziare ad essere percepiti, le parole non possono descrivere queste meraviglie. Importante é evitare nel modo più assoluto l’uso della forza sia mentale che fisica durante la pratica delle posizioni di zhanzhuang La forza fa rallentare le espressioni del Qi e di conseguenza la mente ferma la sua azione.Se la mente ferma la sua azione lo spirito inizia a inciampare portando il praticante all’inconsapevolezza e poi alla confusione. Si deve evitare di alzare il mento o protendere in avanti, piegare o estendere troppo le gambe e i gomiti, ogni articolazione deve essere piegata e non piegata, estesa e non estesa, mentre i muscoli e i tendini devono essere allungati e reattivi. La testa deve essere eretta e il sacro e la spina perpendicolari in modo da permettere al Qi di sprofondare mentre la mente, con calma, osserva.La punta delle dita dei piedi e delle mani percepisce la forza, i denti sembrano serrati, ma non lo sono, la lingua appare arrotolata, ma non lo é, su tutta la superficie del corpo i pori sono aperti, ma non completamente rilassati in modo da permettere alla forza di scorrere dall’interno e di trasformare i punti deboli in centri di gran potenza.
Non é poi così difficile capirne l’essenza!
Nutrire il Qi
Sebbene nutrire e allenare il Qi facciano parte dalla stessa fonte, l’allenamento all’immobilità o al movimento, l’allenamento con e\o senza forma hanno tra loro una gran differenza. L’arte di nutrire il Qi non è nient’altro che nutrire la propria natura e non deve mai divergere dalle condizioni di vita normali. Lo spirito ha una sola natura, il Qi alimenta una sola vita, quindi il nutrimento del Qi nasce dalle considerazioni sulla natura primordiale. Il Tao che identifica l’unica vita e natura non può essere espresso a parole, il Tao è di là dalle parole, ciò di cui si può parlare non è il vero Tao. Perciò Mencius definì il Tao difficile da dire. Oggigiorno ciò che è difficile da dire è in ogni modo detto per forza, ma la vera natura e il Tao risiedono nel vuoto. Il nulla è la culla del cielo e della terra, è all’origine di miriadi di cose: gli uomini nascono e muoiono, le cose si spezzano, ma il Tao è immutabile per sempre. Il Tao è ampio senza avere un esterno e concentrato senza possedere un interno, non ha forma alla vista né voce all’ascolto, però può coprire il cielo e la terra, riempire le sei armonie, pervadere il cosmo, unirsi e contenere l’universo. Il Tao è lo yin e lo yang del cielo e della terra e rappresenta l’apprendimento della vita e della natura. Se quindi si deve realmente nutrire il Qi solamente attraverso il rilassamento si può agire perché la mente rappresenta il fuoco monarca e il movimento il fuoco ministro. Se il monarca non si muove il ministro non produce, se il ministro non produce (fuoco) di conseguenza il Qi e i pensieri si placano portando lo spirito ad una naturale e profonda calma che si estende finalmente a tutto il corpo e pervade tutta la mente. Per questo gli antichi affermavano:
“Tutti i pensieri che germinano sono fuoco, quando le mille ragioni si placano, nasce unica e solitaria la Verità. Lasciare il Qi fluire liberamente conduce alla forza completa, alla pienezza dell’anima, alla vita libera dello spirito.”
Il movimento nasce dal non movimento, ogni atto precede l’inazione. Quando non c’è azione lo spirito ritorna; quando lo spirito ritorna il roteare delle mille cose si ferma e rende il Qi etereo come il vapore: solo allora occhi, mente e pensieri sono dimenticati e si scopre finalmente la sfera di tutte le meraviglie. E’ come fronteggiare le circostanze, ma non dimenticarle; non esser mai traviato dagli spiriti maligni generati dai sei ladri (i cinque sensi e la mente ndt). Mille e più cambiamenti non possono certo interessare chi vive nel mondo ma che al contempo si distacca da esso. Il praticante vede e osserva la sua mente silenzioso dall’interno (mente senza quella mente); vede e osserva le forme del suo movimento dall’esterno (corpo senza quel corpo) La realizzazione del Segreto (Samadhi) altro non è che il vuoto senza il vuoto; il vuoto è nulla e senza nulla c’ è ancora nulla. Lo spirito è lucido e perfetto nella natura umana e la mente che lo inganna e tradisce continuamente, al contempo la mente è calma, ma è continuamente sbilanciata dal vento del desiderio: lo spirito quindi difficilmente può abbandonare la natura di un uomo così come il Qi non ne può abbandonare la vita. Quanto sopra è preciso come accurata è l’ombra che segue il corpo.
Il metodo del Drago
Esistono sei metodi detti “del Drago”: il drago si rotola nel mare, il drago appare cinque volte tra le nuvole, il drago verde esplora il mare, il drago nero rovescia le acque del fiume, il drago divino scuote le ossa. Il significa è: essere capaci di estendersi e contrarsi, essere capaci di essere duri e morbidi, essere in grado di salire e scendere, saper nascondersi e rivelarsi. Nell’immobilità siate come le alte vette, quando vi muovete come il vento e le nuvole; siate senza fine come il cielo e la terra, siate consistenti come il tesoro dell’imperatore, mantenete uno spirito pieno e nobile come i quattro mari, splendete come i tre luminari (sole, luna e stelle ndt). Quando l’avversario vi attacca cercate un’opportunità e osservate i suoi punti forti e deboli. Rimanete immobili fino a quando il nemico non si muove e quando si muove restate calmi. Avanzate come se vi ritiraste e ritiratevi come se voleste avanzare, muovetevi in linea retta e colpite di lato, muovetevi di lato e colpite in linea retta. Muovetevi dolcemente e colpite improvvisamente, venite con fermezza e avvolgetevi. Scuotete le ossa, venite fuori, emettete la forza e colpite l’avversario. Scuotersi è in realtà emettere, esprimere la forza è in realtà scuotersi. Le unghie sono come sul punto di penetrare le ossa dell’avversario e prendere il midollo, quando emettete la vera forza la distanza dall’avversario deve essere molto ridotta.
Il metodo della Tigre
Esistono anche sei metodi detti “della Tigre”: la tigre lascia la foresta, la tigre furiosa ruggisce, la tigre fiera cerca una montagna, la tigre affamata ricerca il suo pasto, la tigre scuote la testa con fierezza, e la tigre salta e cattura un corvo. Imitate la disposizione naturale della tigre e la sua intelligenza, siate forti e potenti, siate dirompenti improvvisamente e attaccate direttamente, due fauci che addentano una montagna. Avanzate e ritiratevi con immediatezza senza perdere alcun tempo, come se agguantaste una preda, come se scuoteste la testa, proprio come una civetta notturna agguanta un topo selvaggio. Usate la testa e le sue “bozze” per colpire, usate le unghie e i denti come se fossero artigli per graffiare, usate tutto il corpo per colpire e avvitarvi al nemico, sollevate le mani come se fossero cavi di acciaio.Usate le strategie del colpire dall’alto, sollevare e parare, aggirare l’avversario e inseguire il suo movimento. Colpite con la mano come se si trattasse di un bastone ad uncino. Usate ogni movimento del corpo: percuotere, spingere, sottrarsi, sollevare, avvolgere, sprofondare, dividere, impugnare, estendere, contrarre, cadere, nascondere. Sfondate il vostro avversario con la testa, colpitelo con le mani, distruggetelo con il vostro corpo, sorpassatelo con i vostri passi, ingannatelo e ingabbiatelo con i vostri piedi, soggiogate il nemico con il vostro spirito e sradicatelo con il vostro qi. Facile è imitare un metodo, ma difficile possederlo; ovviamente comprendere e meglio di copiare. Chi combatte non deve pensare, che pensa troppo non riuscirà nemmeno a camminare. Lasciate che la mente vi faccia avanzare e allo stesso tempo non vi faccia ritrarre. Possedete lo spirito, ma non la forma; chi possiede la forma è destinato a perdere. Siate vigorosi come un drago e vitali come una tigre, ruggite e le valli vi risponderanno mentre le montagne si scuoteranno. Forte ed eroico, con lo stesso qi del drago e della tigre, quando fronteggiate nemici e avversità, non siate indecisi e senza fiducia: solo così potrete riuscire vittoriosi.In conclusione essere come la tigre e il drago significa cambiare in continuazione e non avere alcuna forma prefissata. Dovete avere la stessa potenza di una tigre che corre tremila e più kilometri, e di un drago che vola per diecimila kilometri. La forza si rompe, ma la consapevolezza non s’interrompe, e se la consapevolezza viene a mancare lo spirito deve restare forte e collegato a ogni parte del corpo. Se i vostri figli non ottengono l’insegnamento oralmente e soprattutto attraverso il vostro cuore non potranno mai ottenere la conoscenza corretta; narrare semplicemente la sinopsi della conoscenza non può esprimere tutti i dettagli del corretto sapere.
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