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Qi Gong - Chi kung: l'antica pratica cinese

Il Qi gong
Ogni mattina, milioni di cinesi di ogni età si preparano alla giornata facendo esercizio all’aperto. Non è ginnastica: sono movimenti lenti e sapienti. In piedi, concentrati e respirando con calma, sembrano alberi che ondeggiano a un vento lieve; fanno movimenti circolari e dolci, quasi una danza. È il tai chi chuan (si dovrebbe scrivere più correttamente Taijiquan), ormai ben noto e praticato anche in Occidente. È un’arte marziale nata attorno al 1600, che si distingue per lo sviluppo della forza interna anziché quella muscolare, questo la rende anche una disciplina atta per mantenersi in salute in modo semplice ed efficace. Questo grazie a una pratica ancora più antica che è parte integrante del training: il qi gong. Significa “lavoro (gong) sull’energia vitale” (qi, si pronuncia ci con la c dolce). Il tai chi ne è solo la versione più diffusa; ovvero, chi pratica il tai chi sta facendo “lavoro sull’energia” a un livello accessibile a tutti. Ma il qi gong è solo apparentemente più semplice del tai chi, che prevede movimenti precisi. Il qi gong è la radice e il tronco delle discipline cinesi dell’energia: per esempio, si tratta di stare immobili in piedi imitando un albero; oppure, sempre fermi in piedi, tenere le braccia allargate e immaginare di tenere una palla; o semplicemente camminare lentamente sincronizzando passi e respirazione. Basta provare per rendersene conto. Non siamo abituati: dopo pochi minuti, il corpo si ribella, si sentono dolori, ci si distrae, si pensa: “ma che senso ha quello che sto facendo, a che cosa serve …”, e così via. In cinese si chiama Wu Wei il “non-agire”, ovvero l’arte di essere in armonia con la propria natura interiore, spontanei e senza forzature. L’inazione ci sembra una colpa. Al contrario: restare immobili come un albero fa aumentare la nostra energia e ci fa essere più sereni, forti, sani ed efficienti, ricarica le nostre pile esaurite dallo stress.

I tre tesori del corpo
Il qi gong ha l’obiettivo di accumulare, muovere e utilizzare l’energia vitale, il qi, che per i cinesi pervade l’intero universo compresi gli esseri viventi. Nel corpo umano scorre nei canali chiamati meridiani (gli stessi su cui interviene l’agopuntura) e si concentra in punti particolari. Il segreto della salute è appunto conoscere, muovere e utilizzare il qi, vivendo in modo equilibrato e naturale: respirare in modo armonico, usare bene la mente e l’immaginazione, mangiare cibi sani e seguire regole di igiene. Nella tradizione taoista, per essere sani e avere una lunga vita serena bisogna coltivare jing, l’essenza della vita, qi, l’energia vitale, e shen, lo spirito, i tre tesori del corpo umano. Praticando il qi gong, si allentano le tensioni muscolari, si abbassa la pressione sanguigna, migliora la circolazione dei fluidi corporei (sangue e linfa), aumenta la consapevolezza del proprio corpo.

Storia
Il termine qi gong è stato coniato solo di recente, attorno al 1600, per dare un nome comune alle tante discipline per il controllo dell’energia vitale che vengono praticate da millenni in Cina, comprese le arti marziali. Molte pratiche rimanevano segrete, trasmesse solo direttamente da maestro ad allievo, come quelle per diventare incredibilmente longevi e, secondo le leggende, immortali. Altre pratiche, mediche e salutari, erano descritte nei libri e usate anche dal popolo. Anche per i suoi aspetti esoterici, il qi gong fu considerato una superstizione dalla rivoluzione di Mao e pressoché vietato. Ma continuò a essere praticato, e negli ultimi decenni è stato riscoperto. L’origine è antichissima. Come nello Yoga indiano, gli antichi maestri di meditazione imitavano i movimenti degli animali, l’immobilità di alberi e pietre, i fenomeni naturali. Poi piano piano queste pratiche si diffusero e diventarono delle vere e proprie discipline. E si intrecciarono con le principali correnti culturali e spirituali della Cina: la taoista, la confuciana e la buddista. Il taoismo è l’antica via dell’armonia con la natura, espressa in parole nel libro oracolare dell’I-Ching, il “Libro dei mutamenti”, e nel libro Tao Te Ching del filosofo Lao-Tzu: per vivere bene bisogna essere liberi e fluidi, e in sintonia con i cicli naturali. Concetti espressi dal simbolo noto del cerchio Taiji: il circolo suddiviso a metà, bianco-nero, in cui però all’interno del bianco è rappresentato un punto nero, e viceversa. Quelle coppie di opposti sono chiamati Yin e Yang ed esprimono la complementarietà di giorno e notte, buio e luce, maschile e femminile, movimento e quiete. Per il taoismo, è fondamentale trovare l’armonia fra questi opposti, che sono tali solo in apparenza. Il qi gong taoista, proprio per questo, è la versione più antica, semplice e profonda, e si occupa prima di tutto del corpo, della salute e dell’energia vitale. Quello buddista mira più all’evoluzione spirituale; quello confuciano mira all’armonia sociale e alle virtù etiche.

Il qi gong terapeutico
Nella medicina tradizionale cinese il qi gong è una delle principali tecniche per mantenersi in salute e prevenire le malattie. E per guarire. Perché questo lavoro profondo porta a un riequilibrio di tutti gli aspetti della nostra salute, e rimette in armonia corpo, mente e spirito.
Anche in Occidente ormai lo si utilizza negli ospedali e a scopo medico. Con risultati positivi. Il qi gong si è rivelato utile come cura complementare da affiancare alle terapie ufficiali, soprattutto nella riabilitazione dopo interventi chirurgici e come prezioso strumento per la salute degli anziani. Secondo molti studi scientifici fatti soprattutto in centri universitari negli Stati Uniti d’America, il qi gong è una efficace tecnica antistress e un mezzo per aumentare equilibrio e stabilità negli anziani e ridurre le cadute, e per ridurre i dolori (per esempio quelli da contratture muscolari); ed rinforza le risposte del sistema immunitario, che ci difende da stress e malattie. Per esempio, è utile nella prevenzione delle malattie da cause esterne (come freddo o calore ma anche da infezione). Le pratiche di qi gong vengono prescritte dai medici dopo una diagnosi. Naturalmente, il qi gong serve per curare le malattie secondo l’interpretazione e le definizioni che ne dà la medicina tradizionale cinese, ovvero come disarmonie energetiche che possono dare luogo a vere e proprie malattie fisiche. Come la medicina cinese nel suo insieme, teoricamente il qi gong va bene per ogni disturbo. Ma occorre che il medico - esperto di medicina tradizionale cinese - faccia una diagnosi energetica per scegliere gli esercizi più adeguati per ristabilire l’equilibrio. È importante fare anche una diagnosi secondo la medicina occidentale, perché non tutte le malattie trovano risposta nella medicina cinese. In genere il medico consiglia esercizi specifici di qi gong insieme ad altre tecniche (agopuntura, dieta, farmaci).

Gli esercizi e la pratica
Gli esercizi del qi gong sono svariatissimi: si possono fare sdraiati, seduti, in piedi o camminando. Alcuni sono esercizi mentali per addestrarsi alla concentrazione e abituarsi a essere attenti alla respirazione e ai movimenti del corpo. Gli esercizi di base insegnati ai principianti comunque sono pochi e si svolgono da fermi in piedi. Presa dimestichezza si può praticarli in sequenza e dunque aggiungendovi il movimento, sempre molto lento. Sono quelli “dell’albero” (si immagina di essere un albero), della “palla” (si tiene una grande palla fra le braccia), del “ventre” (si sostiene il ventre immaginandolo molto più ampio di com’è in realtà), del “torrente” (si immagina di tenere ferme due palle nell’acqua che scorre).
Prima di praticarli si fa un riscaldamento per sciogliere le tensioni e si cerca di concentrarsi sulla respirazione e di portarla al centro d’energia chiamato dantian, poco sotto l’ombelico: è il centro dell’organismo, il punto da cui prendevamo energia quando eravamo nell’utero materno, e l’esercizio serve proprio a ritrovare quello stato sereno e armonico. Gli altri centri d’energia sono al cuore e nella testa. I tre punti rappresentano i tre piani di esistenza dell’essere umano: il dantian corrisponde al corpo, il punto del cuore al respiro e all’energia, il punto della testa allo spirito. Stare quasi immobili e attenti alla respirazione non è facile come sembra. Quando si inizia difficilmente si riesce a mantenere queste posizioni al lungo: cinque minuti a posizione sono già tanto. Nel tempo si può arrivare a praticare per ore. Chi li utilizza per curarsi deve praticarli a lungo, altrimenti sono inefficaci. Quando ci si è impratichiti si possono fare anche esercizi specifici per migliorare lo stato di singoli organi del corpo.
Facili e veloci da apprendere, questi esercizi richiedono però molta costanza per essere efficaci. Bisogna farli senza l’ansia di arrivare subito a risultati tangibili: come l’albero da cui prendono ispirazione, il qi ha bisogno di tempo per crescere. Le parole chiave sono rilassamento, quiete, comodità. Apprese le tecniche e dopo anni di pratica, la maestria nell’uso del qi è diventata una seconda natura: i maestri del qi gong sanno utilizzare il qi in modi stupefacenti, anche a distanza su altre persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qi Gong - Chi Kung
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