covid taiji quan

Il Taijiquan al tempo del Coronavirus

In questo particolare periodo, nel quale forzatamente dobbiamo restare a casa, abbiamo dovuto cambiare diverse nostre abitudini, tra queste come fare sport e allenarsi. Le restrizioni imposte dai vari DPCM, hanno modificato le  nostre relazione impedendo gli spostamenti e gli allenamenti nelle palestre. Con questa nuova realtà l’insegnamento deve modificarsi .

Durante queste settimane d’isolamento sperimentiamo diversi stati d’animo,  paure, tensioni incertezze,  amplificate dalle notizie che quotidianamente ci giungono attraverso i media.

Utile strumento per farci sentire meno soli e virtualmente insieme si è rivelata la rete con internet,  i vari social e le piattaforme digitali con le quali comunicare, scrivere e fare chiamate video. L’utilizzo dei sistemi digitali web e la condivisione della nostra quotidianità ci hanno reso meno isolati e con una diversa percezione delle distanze. 

Come fare per sentirci appartenenti a una famiglia, a una scuola, come mantenere un filo che ci tenga collegati, distanti ma vicini. Cosa posso fare e come.

Domande queste che mi sono  posto, come persona, come responsabile tecnico e insegnante di una scuola  di arti marziali.

Eliminando perplessità e remore, ho fatto chiarezza dentro di me e ho deciso di insegnare arti marziali di scuola interna, utilizzando i moderni “mezzi” di cui tutti disponiamo, consapevole dei limiti  delle lezioni virtuali, ma mantenendo inalterato il valore dell’insegnamento tradizionale. 

Tra gli obbiettivi della pratica del Taijiquan, c’è la ricerca dell’armonia,  che si realizza attraverso la pratica da soli e in gruppo, l’empatia che si crea tra insegnante e discente, condividendo la magia di essere nello stesso luogo, sia la palestra o il Dojo.

Con le video lezioni, fatte da casa, praticare, eseguire le movenze in sala da pranzo o camera, in giardino o terrazzo, è diverso che farle nella sala di pratica (Gongfuguan); l’apprendimento si sviluppa su diversi piani.

Il mio impegno è quello di riuscire a trasmettere ciò che va oltre il gesto fisico e la tecnica, e rendere percepibile l’essenza e la profondità di un’arte millenaria.

Offrire una opportunità per tutti, attraverso una pratica interiore che aiuti a vivere serenamente questo particolare momento restando a casa, dedicando il tempo che ognuno desidera, per ripetere gli esercizi, senza forzare, è il mio personale intento in questo nuovo modo di fare lezione.

In attesa di poter praticare insieme in spazi aperti nella natura…

…quando il sole risplenderà nuovamente.

Si ringrazia Viviana Piccolo per la revisione del testo

Mario Antoldi